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The Fontana I Love

27.04 | 1.09.2015

In occasione di Expo 2015 Galleria Tonelli e Studio la Città propongono al pubblico internazionale “The Fontana I Love”: mostra dedicata alle opere in ceramica e gesso di Lucio Fontana “una figura genetica e, fuor di retorica, epocale” – così definito dai critici Castagnoli, d’Amico e Gualdoni –, un riferimento assoluto per la vita artistica e culturale della città di Milano dal secondo dopoguerra.

La produzione artistica di Fontana dedicata alla ceramica, ha suscitato negli ultimi decenni un crescente interesse. L’artista – più noto per i famosi tagli: le Attese/Concetti Spaziali – nasce di fatto scultore. È assistente nell’atelier di scultura del padre in Argentina e una volta tornato in Italia decide, nel 1928, di frequentare i corsi di Adolfo Wildt presso l’Accademia di Brera. Nel 1935 si avvicina con crescente passione alla ceramica realizzando le sue prime opere nel laboratorio di Tullio Mazzotti ad Albisola. Nella sua articolata produzione artistica, la ceramica rimane una costante.

Seguire il filo di questa costante è dunque l’intento della mostra che presenta una selezione di opere prodotte nell’arco di 40 anni, dal 1929 al 1968.

Alcune tra le opere in mostra in passato sono state concesse in prestito a diversi musei europei. È il caso del Drago del 1948, esposto al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris in occasione della retrospettiva di Fontana del 2014, una delle mostre più importanti a lui dedicate negli ultimi 40 anni. Il Drago appartiene a quella serie di interventi che Fontana aveva effettuato su committenza per abitazioni private. Un’ opera pensata in stretta relazione con il luogo e lo spazio a cui era destinata, ma che in mostra, benché avulsa dal contesto, mantiene tutta la sua forza e la bellezza. È esposta inoltre una Vittoria alata del 1937 frutto dei primi anni di lavoro intrapreso ad Albisola.

Due Crocefissi e una Madonna con bambino e putti rimandano agli anni tra il 1950 e il 1960 immediatamente successivi alla Via Crucis. Questi lavori introducono alla “lingua barocca di Fontana scultore” e anche alla tematica religiosa “composita sintesi anche di materia e laicità”.

In mostra è presente anche una variegata selezione di piatti: Piatto con profilo di donna del 1940, Piatto Nucleare del 1952, Guerrieri del 1951-52, una Corrida del 1959 e un Concetto Spaziale, sempre del 1959. Le tre porcellane Rosenthal del 1968, una bianca, una nera e una platino – rappresentano quasi un trittico policromo.

La terracotta colorata trova espressione in un Concetto spaziale del 1960 della serie delle sculture dette “uovo”, insieme all’altro Concetto spaziale del 1966, in ceramica lucida.

Un testo critico di Luca Massimo Barbero, curatore tra i massimi conoscitori del lavoro di Lucio Fontana, accompagna il visitatore nella lettura delle opere, sottolineando l’importante ruolo che la ceramica ha avuto nella produzione artistica dell’autore.

La mostra fa parte del progetto espositivo ed editoriale Arte Milano che riunisce l’attività di cinque gallerie e due fondazioni milanesi, tutte attive a livello internazionale.

L’iniziativa si ispira all’omonima rivista nata a Milano il primo maggio 1972, anche allora proposta ed autofinanziata da sette gallerie milanesi, che auspicava di diventare una piattaforma di discussione sulle tematiche e sugli svolgimenti della scena artistica milanese e non solo. Arte Milano oggi distribuita gratuitamente in Italia e all’estero, diffonde l’idea di una città attiva nella promozione culturale e sintonizzata sui più recenti sviluppi dell’arte contemporanea, oltre che sulla storia e sugli artisti ormai consolidati e rinomati in tutto il mondo che hanno fatto di Milano un punto nevralgico dell’arte odierna.

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