Georges
MATHIEU
Boulogne-sur-Mer, 1921
Boulogne-Billancourt, 2012
Georges
MATHIEU
Boulogne-sur-Mer, 1921
Boulogne-Billancourt, 2012
Gesto, azione e astrazione lirica. Percorso di un protagonista dell’informale europeo
Georges Mathieu nasce a Boulogne-sur-Mer il 27 gennaio 1921 ed è uno dei protagonisti centrali dell’arte europea del secondo dopoguerra. Considerato tra i padri dell’astrazione lirica e della pittura informale, sviluppa una ricerca fondata sul gesto, sulla rapidità dell’azione pittorica e sulla presenza fisica dell’artista nello spazio della tela.
Dopo aver studiato diritto e filosofia, consegue una laurea in lingua inglese, che gli permette, al termine della Seconda guerra mondiale, di lavorare a Parigi come responsabile delle relazioni pubbliche per la compagnia marittima americana U.S. Lines. Questa attività lo mette precocemente in contatto con il contesto culturale internazionale e, in particolare, con la scena artistica statunitense, consentendogli di seguire da vicino lo sviluppo dell’Action Painting e dell’Espressionismo astratto, in un momento in cui i rapporti tra Parigi e New York sono ancora limitati.
Mathieu inizia a dipingere opere non figurative nel 1944, sviluppando fin da subito un’astrazione libera, gestuale e immediata. A partire dal 1947 si distingue per l’uso diretto del colore spremuto dal tubetto sulla tela, enfatizzando il gesto pittorico come atto fisico e performativo. In questi anni diventa uno dei più convinti teorici e promotori dell’Abstraction Lyrique, organizzando mostre e prendendo posizione nel dibattito critico a favore di una pittura svincolata da regole compositive e da ogni residuo accademico, concentrata esclusivamente sui fenomeni pittorici, sul tempo dell’azione e sul coinvolgimento corporeo dell’artista.
Mathieu è tra i primi a imporre la gestualità pittorica all’interno della Scuola di Parigi, anticipando molti sviluppi della pittura informale prima del 1950. Il suo lavoro si colloca idealmente accanto a quello di artisti come Fautrier, Hartung, Wols e Soulages, ma dialoga anche, per affinità di metodo e tensione espressiva, con gli esponenti dell’Espressionismo astratto americano. È tra i primi a riconoscere le analogie tra queste esperienze e a stabilire contatti con le gallerie statunitensi.
Espone per la prima volta nel 1946 al Salon des moins de 30 ans alla Galerie des Beaux-Arts di Parigi. Nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Galerie René Drouin, mentre nel 1951 organizza, insieme al critico Michel Tapié, la storica mostra Véhémences confrontées, fondamentale per la definizione e la diffusione internazionale dell’astrazione lirica. Durante gli anni Cinquanta ottiene un riconoscimento sempre più ampio, affermandosi come una figura chiave dell’arte informale europea.
I suoi grandi dipinti, spesso eseguiti con straordinaria rapidità, sono concepiti come campi di tensione e di scontro, vere e proprie “battaglie” pittoriche, come suggeriscono titoli emblematici quali La battaglia di Bouvines o La battaglia di Hakata. Nel 1959 realizza a Ravenna il mosaico Omaggio a Odoacre, in occasione della mostra sui Mosaici Moderni, estendendo il proprio linguaggio gestuale anche a tecniche tradizionali.
Georges Mathieu muore nel 2012 a Boulogne-Billancourt, all’età di 91 anni. La sua opera rimane una delle testimonianze più radicali e coerenti di una pittura intesa come azione, gesto e presenza, capace di ridefinire in modo decisivo il linguaggio astratto del Novecento.
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