Emilio
TADINI
Milano, 1927
Milano, 2002
Emilio
TADINI
Milano, 1927
Milano, 2002
Scrittura, immagine e racconto. Percorso di un artista tra pittura e letteratura
Emilio Tadini nasce a Milano il 5 giugno 1927. Dopo la laurea in Lettere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, avvia giovanissimo la propria attività letteraria: nel 1947 pubblica sulla rivista Il Politecnico diretta da Elio Vittorini La passione secondo Matteo, vincendo il Premio Serra con una giuria composta da Eugenio Montale, Sergio Solmi e Carlo Muscetta. Da quel momento la scrittura diventa un asse portante della sua vita, affiancando in modo organico la ricerca visiva.
Nel corso dei decenni Tadini pubblica saggi, romanzi, raccolte poetiche e testi teatrali, ottenendo importanti riconoscimenti: La lunga notte vince il Premio Selezione Campiello nel 1987; La tempesta riceve il Premio Nazionale Rhegium Julii e il Premio Bergamo, e viene successivamente adattato per il teatro al Franco Parenti. Parallelamente svolge un’intensa attività di traduttore, portando in italiano opere di autori fondamentali del Novecento come Stendhal, Ezra Pound, T.S. Eliot, Céline e Faulkner per editori quali Einaudi e altri.
L’attività pittorica prende avvio negli anni Sessanta. La prima mostra personale si tiene a Venezia presso la Galleria del Cavallino; tra i primi sostenitori e collezionisti figura l’artista Tancredi. Il suo lavoro viene invitato alla Biennale di Venezia nel 1978 e nel 1982, consolidando la sua presenza nel panorama artistico nazionale.
La pittura di Tadini si sviluppa per cicli, caratterizzati da una figurazione colta e visionaria, attraversata da riferimenti alla Pop Art inglese, alla metafisica di de Chirico e alla lezione di Picasso. L’immagine diventa per lui uno spazio narrativo, abitato da figure, oggetti e simboli che dialogano con la letteratura, la memoria storica e il pensiero critico. Il suo linguaggio pittorico, sempre più raffinato e personale, si colloca in una dimensione onirica e concettuale, dove racconto e immagine si intrecciano in modo inscindibile.
Accanto alla pratica artistica e letteraria, Tadini svolge un ruolo centrale nel dibattito culturale italiano. Dal 1992 scrive di arte e letteratura per il Corriere della Sera; nel 1997 è autore e conduttore della trasmissione Contesto su Tele+, e collabora negli anni successivi con la RSI e con la Rai. È direttore del Premio Bagutta, membro della giuria del Premio Italo Calvino e, dal 1997 al 2000, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Il suo lavoro si estende anche alla scultura, al design, alla grafica e alla comunicazione visiva, collaborando con aziende e istituzioni come Renault, Costa Crociere, Swatch, Henry Glass e La Gazzetta dello Sport; sua è l’immagine ufficiale del Giro d’Italia del 1984.
Nel 2001 Palazzo Reale di Milano ospita la sua ultima grande retrospettiva. Emilio Tadini muore a Milano il 25 settembre 2002. Nel 2004 la Fondazione Corriere della Sera gli dedica il convegno Le figure, le cose, con interventi di protagonisti della cultura italiana. Dal 2008 la sua opera è custodita e valorizzata dallo Spazio Tadini di Milano, sede dell’archivio e museo a lui dedicato.
Compila il form indicando le tue esigenze: saremo lieti di offrirti una risposta rapida e un supporto dedicato.
Lascia i tuoi riferimenti per ricevere aggiornamenti su mostre, artisti e nuove acquisizioni.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER: nessuna comunicazione superflua, solo contenuti selezionati.
Compilando il form ci autorizzi al trattamento dei dati secondo la nostra privacy policy
Lascia i tuoi riferimenti per ricevere aggiornamenti su mostre, artisti e nuove acquisizioni.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER: nessuna comunicazione superflua, solo contenuti selezionati.
Compilando il form ci autorizzi al trattamento dei dati secondo la nostra privacy policy

