Achille
PERILLI

Roma, 1927
Orvieto, 2021

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Achille
PERILLI

Roma, 1927
Orvieto, 2021

Segno, spazio e geometria irrazionale. Percorso di un protagonista dell’astrattismo italiano

Achille Perilli nasce a Roma il 28 gennaio 1927. Nel secondo dopoguerra è tra i protagonisti della rinascita dell’astrattismo italiano e partecipa attivamente alla definizione di una nuova cultura visiva fondata sul rigore formale e sulla sperimentazione linguistica. Nel 1947 è tra i firmatari del manifesto del gruppo Forma 1, insieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato, contribuendo in modo decisivo all’elaborazione di un’idea di arte astratta capace di coniugare ricerca formale e impegno teorico.

Tra il 1947 e il 1948 compie i primi viaggi a Parigi, dove entra in contatto con figure centrali dell’arte internazionale come Magnelli, Arp, Pevsner, Picabia e Vantongerloo; a Zurigo visita lo studio di Max Bill. Queste esperienze rafforzano il suo interesse per un linguaggio astratto strutturato, fondato su relazioni dinamiche tra forma, spazio e colore. Nel 1950 fonda con Dorazio e Guerrini la libreria-galleria Age d’Or, luogo di confronto teorico e sperimentazione, che pubblica il quaderno Forma 2 dedicato a Kandinskij. L’anno successivo Age d’Or, in collaborazione con l’Art Club, organizza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma la storica mostra Arte astratta e concreta in Italia, prima rassegna sistematica dell’astrattismo italiano.

Negli anni Cinquanta Perilli sviluppa una pittura fondata sulla costruzione del colore come struttura e sulla tensione spaziale delle forme. Partecipa a importanti iniziative espositive e teoriche, collabora con intellettuali come Leonardo Sinisgalli e promuove ricerche interdisciplinari che mettono in relazione arti visive, architettura e civiltà tecnologica. Espone alla Biennale di Venezia nel 1958 e alla Biennale di San Paolo nel 1959, affermandosi anche in ambito internazionale.

Nel corso degli anni Sessanta la sua ricerca si amplia ulteriormente, includendo scultura, incisione, installazione e sperimentazioni performative. Nel 1962 gli viene dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia; nel 1963 tiene la prima mostra personale a New York presso la Galleria Bonino. In questi anni avvia un intenso dialogo con il mondo letterario e poetico, collaborando con figure come Gastone Novelli e Jean Clarence Lambert e fondando riviste sperimentali quali L’Esperienza Moderna e Grammatica. Parallelamente realizza cicli di sculture in legno e metallo, tra cui le Colonne, e approfondisce il tema della “geometria irrazionale”.

Dalla fine degli anni Sessanta in poi la sua opera è oggetto di numerose mostre antologiche e retrospettive in Italia e all’estero, tra cui quelle al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al Wilhelm-Hack-Museum di Ludwigshafen e alla Mathildenhöhe di Darmstadt. Accanto alla produzione visiva, Perilli svolge un’intensa attività teorica e editoriale, pubblicando manifesti, testi critici e libri d’artista.

La sua ricerca, coerente e rigorosa, attraversa oltre cinque decenni mantenendo costante l’attenzione al rapporto tra segno, spazio e immaginazione. Achille Perilli muore a Orvieto il 16 ottobre 2021, lasciando un percorso centrale nell’astrattismo italiano del secondo Novecento, capace di coniugare disciplina formale, libertà inventiva e una visione profondamente contemporanea.

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