Mimmo
ROTELLA
Catanzaro, 1918
Milano, 2006
Mimmo
ROTELLA
Catanzaro, 1918
Milano, 2006
Décollage, città e cultura di massa. Percorso di un protagonista del Nouveau Réalisme
Mimmo Rotella nasce a Catanzaro il 7 ottobre 1918. Dopo aver compiuto gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, nel 1945 si trasferisce a Roma, dove avvia la propria attività artistica in un contesto segnato dal dopoguerra e dalla ricostruzione culturale. Gli esordi sono figurativi, ma già nei primi anni romani la sua ricerca si orienta verso un linguaggio astratto-geometrico, teso a superare i limiti tradizionali della pittura.
Alla fine degli anni Quaranta Rotella manifesta una crescente insofferenza nei confronti dei mezzi espressivi convenzionali. Nel 1949 elabora la poesia “epistaltica”, una forma di poesia fonetica basata su parole inventate, suoni, fischi e iterazioni onomatopeiche, che anticipa il suo interesse per il ritmo, la frammentazione e l’energia comunicativa del linguaggio urbano. Nel 1951 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Chiurazzi di Roma e nello stesso anno ottiene una borsa di studio Fulbright che gli consente di recarsi negli Stati Uniti.
Tra il 1951 e il 1952 soggiorna negli Stati Uniti, frequenta l’Università di Kansas City, realizza un pannello murale, espone alla Nelson Gallery e presenta una performance di poesia fonetica alla Harvard University di Boston. L’esperienza americana, a contatto con una cultura visiva fortemente segnata dai mass media e dalla pubblicità, si rivela determinante per gli sviluppi successivi della sua opera.
Rientrato a Roma nel 1953, attraversa un periodo di crisi creativa che si risolve con una svolta radicale: la scoperta del manifesto strappato. I primi décollage nascono dall’appropriazione diretta dei manifesti pubblicitari lacerati dai muri della città, incollati su tela e trattati come materia pittorica. In questa pratica Rotella individua una nuova forma di astrazione, fondata sul caso, sulla stratificazione e sul tempo, che trasforma l’immagine urbana in documento visivo e poetico della contemporaneità.
A partire dal 1958 il décollage assume una dimensione figurativa. Con la serie Cinecittà Rotella utilizza i volti delle star cinematografiche e le immagini dei film, facendo emergere icone della cultura di massa, tra cui Marilyn Monroe, che diventa uno dei simboli più ricorrenti della sua opera. Nel 1961, su invito di Pierre Restany, aderisce al movimento del Nouveau Réalisme, che riconosce nell’appropriazione del reale un nuovo terreno d’indagine artistica.
Nel 1964 si trasferisce a Parigi, dove sviluppa il procedimento del Mec-Art: attraverso la proiezione di immagini fotografiche in negativo su tele emulsionate, realizza opere che mettono in discussione il rapporto tra pittura, fotografia e riproducibilità tecnica. Questi lavori vengono presentati per la prima volta nel 1965 alla Galerie J di Pierre Restany. Negli anni successivi amplia ulteriormente il proprio linguaggio con gli Artypo, ottenuti da prove di stampa tipografica assemblate liberamente sulla tela, e con le Plastiforme, manifesti strappati applicati su supporti tridimensionali in poliuretano.
Stabilitosi a Milano, negli anni Ottanta avvia nuove serie come i Blanks, nei quali i manifesti vengono coperti da fogli monocromi, e riprende la pittura con Cinecittà 2 e le Sovrapitture, interventi pittorici diretti sulle immagini pubblicitarie. Espone nei principali musei internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi e il Museum of Modern Art di New York nel 1990, e il Solomon R. Guggenheim Museum nel 1994.
Nel 2000 viene istituita la Fondazione Mimmo Rotella, con sede a Milano, dedicata alla tutela e alla diffusione della sua opera. Mimmo Rotella muore a Milano l’8 gennaio 2006, lasciando un corpus di lavori che ha profondamente ridefinito il rapporto tra arte, città e cultura di massa.
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