Arnaldo
POMODORO
Morciano di Romagna, 1926
Milano, 2025
Arnaldo
POMODORO
Morciano di Romagna, 1926
Milano, 2025
Forma, frattura e monumentalità. Percorso di un maestro della scultura contemporanea
Arnaldo Pomodoro nasce nel 1926 a Morciano di Romagna, nel Montefeltro. Trascorre l’infanzia e gli anni della formazione tra Pesaro e la Romagna, studiando inizialmente da geometra e successivamente frequentando l’Istituto d’Arte di Pesaro, dove matura una progressiva e profonda dedizione alla scultura. Dal 1954 ha vissuto e lavorato a Milano, dove si trasferisce dopo la morte del padre con la famiglia e il fratello Giò, stabilendo il proprio studio nell’area della Darsena di Porta Ticinese.
Le prime opere degli anni Cinquanta sono altorilievi nei quali compare una singolare “scrittura” plastica, segnica e incisiva, che introduce un linguaggio del tutto inedito nel panorama della scultura italiana del dopoguerra. All’inizio degli anni Sessanta Pomodoro affronta pienamente la tridimensionalità e avvia una ricerca sistematica sulle forme della geometria solida: sfere, dischi, colonne, piramidi, coni e cubi in bronzo lucidissimo vengono squarciati, corrosi e scavati internamente. La tensione tra la perfezione formale esterna e la complessità caotica dell’interno diventa il nucleo concettuale della sua poetica, configurando una metafora della condizione contemporanea e del rapporto tra ordine e disgregazione.
Nel 1957 riceve la Medaglia d’argento alla XI Triennale di Milano. Tra il 1961 e il 1962 partecipa al gruppo informale Continuità, insieme a Lucio Fontana, Giò Pomodoro e altri artisti, affinando una ricerca orientata verso la monumentalità e l’integrazione dell’opera nello spazio. Nel 1963 realizza la sua prima Sfera, forma destinata a divenire uno dei simboli più riconoscibili del suo lavoro. Alla XXXII Biennale di Venezia del 1964 gli viene dedicata una sala personale e riceve il Premio Nazionale di Scultura.
Il passaggio alla grande scala avviene nel 1966 con la commissione di una sfera monumentale per l’Expo di Montréal, oggi collocata di fronte alla Farnesina a Roma. Da questo momento le opere di Pomodoro trovano collocazione in spazi pubblici di grande rilevanza simbolica e istituzionale, in Italia e all’estero: piazze urbane, campus universitari, musei, parchi di scultura e sedi internazionali, tra cui i Musei Vaticani, le Nazioni Unite a New York e l’UNESCO a Parigi.
Accanto alle sculture monumentali realizza importanti opere ambientali e progetti architettonico-scultorei, come il Progetto per il Cimitero di Urbino, Moto terreno solare a Marsala, Ingresso nel labirinto ispirato all’Epopea di Gilgamesh e Il Carapace, cantina-scultura realizzata a Bevagna. Nel 1988 è invitato con una sala personale alla XLIII Biennale di Venezia. Nel 1995, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ONU, una Sfera con sfera viene collocata nel piazzale delle Nazioni Unite come dono del Governo italiano.
Nel 1996 fonda la Fondazione Arnaldo Pomodoro, riconosciuta giuridicamente dal Ministero dei Beni Culturali, con l’obiettivo di conservare, studiare e promuovere la sua opera e la scultura contemporanea. Parallelamente svolge un’intensa attività scenografica e didattica, insegnando in prestigiose università statunitensi. Nel corso della carriera riceve numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Praemium Imperiale per la Scultura (1990) e il Lifetime Achievement Award dell’International Sculpture Center.
Arnaldo Pomodoro muore a Milano il 22 giugno 2025, alla vigilia del suo novantanovesimo compleanno. Figura centrale della scultura contemporanea internazionale, ha lasciato un’opera rigorosa e visionaria, capace di indagare la forma come luogo di tensione tra superficie e profondità, memoria e presente, ordine e frattura.
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