Valerio
ADAMI

Bologna, 1935

Valerio
ADAMI

Bologna, 1935

Linea, figura e narrazione. Percorso di una figura centrale dell’arte europea contemporanea

Valerio Adami nasce a Bologna nel 1935 e cresce a Milano, dove si avvicina precocemente alla pittura. La sua formazione attraversa tappe significative: l’atelier di Felice Carena, l’incontro a Venezia con Oskar Kokoschka e gli studi all’Accademia di Brera con Achille Funi. Fin dagli anni Cinquanta avvia una vita nomade che lo porta a lavorare in numerose città europee e fuori dall’Europa. In questi anni entra in contatto con figure cardine del mondo culturale internazionale – tra cui Carlos Fuentes, Jacques Derrida, Saul Steinberg, Matta, Octavio Paz, Italo Calvino e Luciano.

A Londra, dove condivide lo studio con Mario Romagnoni, entra in relazione con l’avanguardia britannica e scopre l’opera di Francis Bacon e William Scott, che influenzano la definizione del suo linguaggio. Nel 1966 realizza il primo dei suoi “ritratti letterari”, dedicato a Nietzsche, inaugurando un percorso in cui la linea non descrive solo la fisionomia, ma diventa struttura simbolica del pensiero. Dal 1970 lavora in esclusiva con la galleria Maeght e nel 1971 apre un atelier a New York, città in cui soggiorna regolarmente e in cui consolida relazioni decisive con scrittori, filosofi e artisti.

Nel corso degli anni Settanta la figura umana assume un ruolo sempre più centrale nella sua pittura, non più isolata tra oggetti o interni ma protagonista di narrazioni complesse. Nel 1976 Adami intraprende il primo viaggio in India, esperienza che amplia ulteriormente la sua iconografia. Alla fine del decennio sviluppa una serie di opere a tema mitologico, mentre nel 1980 Italo Calvino gli dedica Quattro Fiabe d’Esopo.

Gli anni Ottanta segnano importanti riconoscimenti istituzionali: nel 1985 il Centre Pompidou gli dedica un’ampia retrospettiva, trasferita l’anno seguente al Palazzo Reale di Milano. Nel 1988 riceve una commissione dallo Stato francese per il ritratto di Pierre Boulez e realizza grandi interventi pittorici per il foyer del teatro Châtelet. Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta numerose città europee gli dedicano mostre e omaggi, da Bologna a Valencia, fino al Museo Reina Sofía di Madrid.

A partire dagli anni Novanta prosegue la sua intensa attività espositiva, accompagnata da lunghi soggiorni in Messico e in India. In Italia importanti istituzioni come Palazzo Medici Riccardi e il Monte Paschi di Siena presentano sue opere monumentali, mentre nel 2000 nasce a Meina la Fondazione Europea del Disegno. Seguono significative retrospettive ad Atene, Napoli, Torino, Lucca e Milano, che confermano il ruolo centrale dell’artista nella scena contemporanea.

Negli anni Duemila e Dieci Adami continua a esporre in Europa, con personali in Francia, Germania e Spagna. Nel 2023, dopo la scomparsa della moglie Camilla, l’artista torna stabilmente a Meina. Tra il 2024 e il 2025 numerosi omaggi celebrano i suoi 65 anni di carriera e il traguardo dei 90 anni, tra cui mostre a Palazzo Reale di Milano e alla Fondazione Marconi, oltre alla pubblicazione del volume Sinopie. Luoghi. Confessioni.

L’opera di Valerio Adami, caratterizzata dall’inconfondibile uso della linea e da una narrativa colta e stratificata, rappresenta una delle esperienze più riconoscibili e incisive dell’arte europea contemporanea.

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