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Remo Bianco

Milano, 1922 – Milano, 1988

Remo Bianco (all’anagrafe Remo Bianchi) nasce a Milano nel 1922. Il padre, Guido, anarchico irriducibile e severo, era elettricista del Teatro alla Scala. La madre, Giovanna Ripamonti, astrologa. Remo era il secondo di due gemelli, il fratello Romolo morirà di broncopolmonite nel 1923. Prima di loro nacque la sorella Lyda, étoile di danza classica, con cui Bianco ebbe da sempre un forte legame e grande complicità.

Nel 1937 frequenta i corsi serali all’Accademia di Belle Arti di Brera stringendo un forte legame con Filippo de Pisis. Nel 1941 fu arruolato come puntatore mitragliere su un cacciatorpediniere silurato e affondato due anni dopo. Bianco, recuperato dagli inglesi, venne internato a Tunisi, dove ebbe il primo contatto con l’oriente. Nel 1944 ritornò a Milano dove riprese i contatti con Filippo de Pisis e gli studi all’Accademia di Brera.  Fino alla sua morte, la carriera artistica di Remo Bianco è contraddistinta da un’intensa sperimentazione e da una frenetica quanto acuta ricerca formale: dalle prime tele caratterizzate da un espressionismo ‘esistenziale’, come l’autoritratto che dipinse nel 1945, alla vicinanza con il Movimento Nucleare fondato nel 1951 da cui colse l’amore per la materia; dalla scoperta dello Spazialismo alla sperimentazione con le allora atipiche tecniche 3D (strati di vetro e plastica per creare effetti tridimensionali).

Bianco esplora anche la dimensione del dripping di matrice americana in un suo viaggio negli Stati Uniti nel 1955 in cui conobbe Jackson Pollock. Inoltre, proprio durante l’esperienza oltreoceano, entrano a far parte del repertorio dell’artista i famosi Collage.

Parallelamente alla creazione dei collage, Bianco realizza il ciclo di opere più noto e apprezzato della sua intera produzione: i Tableaux Dorés.

Dalla seconda metà degli anni ’50 in poi Bianco sviluppa una serie di sperimentazioni rivoluzionarie come le Appropriazioni, la cosiddetta Arte Improntale e l’Arte Elementare. Dopo una vita di continua ricerca formale e intellettuale, Remo Bianco muore a Milano il 1988.

Opere