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Piero Dorazio

Roma 1927- Perugia 2005

A Roma il 29 giugno 1927 nasce Piero Dorazio.

Nel 1945 insieme a Achille Perilli, Mino Guerrini, Lucio Manisco, Carlo Aymonino, Carlo Busiri Vici, Alfio Barbagallo e Renzo Vespignani fonda il gruppo Ariete e successivamente il Gruppo Arte Sociale.

Due anni dopo con Giulio Turcato, Concetto Maugeri, Antonio Sanfilippo e Carla Accardi crea il gruppo Forma 1 e sulla rivista omonima ne pubblica il manifesto. 

Nello stesso anno, si reca per la prima volta a Parigi dove, grazie a Gino Severini, conosce i maggiori artisti internazionali tra i quali Georges Braque, Fernand Léger, Hans Arp e Alberto Magnelli.

Al suo ritorno a Roma, nel 1950 con Perilli e Guerrini apre in via del Babuino la galleria-libreria L’Age d’Or specializzata in diffusione di libri e riviste d’avanguardia. Organizzavano anche mostre di arte astratta diventando subito un punto di riferimento per la vita culturale romana e internazionale. Instancabile, un anno dopo con Ettore Colla e Alberto Burri dà vita alla Fondazione Origine dalla quale uscirà poco dopo.

Nel 1953 viene invitato all’Università di Harvard per prendere parte a un seminario internazionale sull’umanesimo e le arti, dopo il quale si trasferisce a New York dove stringe diversi legami con artisti americani.

Nel 1955, tornato in Italia, pubblica La fantasia dell’Arte nella vita moderna, un compendio di tendenze moderne, il primo del genere in Italia.  Nel 1961 riceve il Prix Kandinsky e il premio della Biennale di Parigi (che rifiuta per protesta contro la politica francese di guerra in Algeria).

Nel 1962 viene invitato a far parte del Gruppo Zero, partecipando in seguito a numerose collettive e pubblicazioni. La sua concezione arte-letteratura continua attraverso il lavoro con Giuseppe Ungaretti al volume La Luce (raccolta di 20 sue poesie con 14 grandi litografie) per la Galleria Im Erker di San Gallo.

Nel 1968 Dorazio si stabilisce a Berlino per poco tempo, invitato dall’Accademia tedesca. Dove partecipa attivamente alla rivolta del movimento studentesco.

Subito dopo si trasferisce nella campagna Romana e si dedica sempre più esclusivamente alla pittura, ma non è la sua ultima tappa… si stabilirà definitivamente a Todi, in un eremo camaldolese restaurato. Lavora a scenografie e costumi per il Teatro alla Scala e a libri d’artista, illustrazioni, alla produzione di stampe e incisioni.

Nel 1983 apre una retrospettiva del suo lavoro alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e partecipa con una selezione di opere alla mostra “Italian Art 1960-1980” presso la Hayward Gallery di Londra.

Nel 1990 riceve il Premio Alcide de Gasperi per le arti e le scienze e, nel 1993, viene nominato membro della Akademie der Künste di Berlino. Nel 1997 riceve il premio Michelangelo dall’Accademia dei virtuosi del Pantheon.

Tra il 1994 e il 1996 dirige la realizzazione di mosaici d’artista nelle stazioni della metropolitana di Roma, ideandone uno per la fermata Colosseo.

Si spegne a Perugia il 17 maggio del 2005.

Opere